L’acero
O dame,
vestite in un trionfo di colori,
con le vostre danze
e musiche dolci,
incantate grandi e piccini.
Sfogate i vostri balli,
prima che finisca l’autunno.
Clara Ametta 5 A (C. Goldoni - ins. De Angelis)
Nel giardino della mia scuola
regna un imponente acero nell’aiuola.
Dona ombra ai bambini
mentre fanno i loro giochino.
Porta i suoi bei colori
lì dove regnano quelli scuri.
E’ un rifugio per gli uccellini
quando costruiscono i loro nidi.
E’ un acero bellissimo,
il più bello che c’è!
Giulia Busetto 5 A (C. Goldoni – ins. De Angelis)
L’acero
Tu, albero multicolore,
unico in quel verde giardino,
rallegri il nostro cammino.
Il vento gioca con i tuoi rami,
che additano il cielo,
e le foglie rosse dorate
volan come farfalle.
Sbuffi di vento improvvisi
soffiano via il tuo profumo;
e le foglie chiacchierine, ci dicono
“Ecco l’autunno è tornato”.
Matteo Santaroni 5 A (C. Goldoni – ins. De Angelis)
L’acero nel giardino
Tra i rami dei pini,
ecco spuntare
tremolanti, al vento d’autunno,
le rosse foglie dell’acero.
I raggi del sole le accarezzano,
come mani di madre amorevole
nella tiepida mattina d’autunno.
Come è bello correrti intorno,
durante le pause delle lezioni;
sentire il fruscio
delle foglie che
ci accompagnano
nei nostri giochi spensierati.
Aurelia Cagnazzo 5 A (C. Goldoni – ins. De Angelis)
L’acero preoccupato
Acero del mio giardino,
perché stai sempre solo soletto?
Ti ha fatto qualcosa il pioppeto?
Non devi essere triste:
tutti noi ti vogliamo bene
e per questo
facciamo un girotondo
affinché lo possa vedere tutto il mondo.
Serena Rossi (C. Goldoni – ins. De Angelis)
Poesia d’autunno
(La tecnica usata è quella di assemblare versi con poesie diverse)
Settembre lietamente sfoggia l’ardore
delle bacche scarlatte.
Le bacche hanno un
viso più rotondo.
Sbuffi di vento improvvisi e grigi,
soffiano via il profumo delle rose.
Il vento gioca coi rami
avvizziti che
additano il cielo.
Alle fiamme si apron
Le castagne.
Poeta: Fabrizio Giuliani
Alunno V B (scuola “C. Goldoni” ins. Masullo)
L’albero che si trova nel cortile della mia scuola.
Oggi la maestra ci ha portato in cortile per farci descriver l’albero che si trova nel cortile della mia scuola.
Ogni giovedì, quando la maestra ci porta in cortile, io e i miei compagni ci organizziamo per giocare a nascondino e usiamo questo albero come tana.
Questo albero è un acero e si può anche chiamare oppi oppure opi.
E’ molto bello perché in autunno le sue foglie si colorano di mille colori e poi, se lo guardi da lontano, i raggi del sole, passando in mezzo alle foglie,creano una bellissima magia.
Toccando il suo tronco mi sembra di toccare la morbida sabbia della spiaggia. Le foglie sono da un lato lisce e colorate, dall’altro sono vellutate.
Di questo albero si racconta un mito cioè che Leonardo Da Vinci, guardando una foglia di acero che cadeva, ha inventato l’ala rotante.
I rami sono sottili e, per ogni ramo, ci sono circa 30-40 foglie.
La sua altezza può essere di circa 20 metri ma questo albero che abbiamo nel nostro cortile è di circa 3 metri perché è molto giovane.
Questo albero mi piace molto perché i mille colori delle foglie colorano il cortile e, quando il sole attraversa le sue foglie, crea una bellissima magia che mi fa pensare ai bei pomeriggi estivi passati giocando nei prati colmi di fiori.
Alice Oieni V B (“C. Goldoni” ins. Masullo)
ANTOLOGIA DELL’ACERO (II)
Acero del giardino
O acero
che nel nostro giardino ti trovi
e col vento ti muovi
lascia cadere le tue foglie
monete d’oro e rossicce.
Il vento calmo,
nelle giornate di pioggia
si alza arrabbiato e prepotente
e le foglie porta via
lasciando malinconia.
In autunno il cielo
limpido e chiaro
la malinconia la porta via
lasciando posto a vividi colori che diffondono allegria.
Federica Fiorletta 5 C (ins. Dorigo)
L’acero
Vedere le tue foglie cadere
mi lacera dentro,
sembri molto triste
in questo autunno che incede
solo, nel nostro giardino
esali l’ultimo respiro,
in un incalmabile fruscio
di foglie secche.
Non essere triste
arriverà la primavera
e le tue nuove foglie
ritroveranno il loro colore
Lorenzo Igliozzi 5 C (ins. Dorigo)
L’acero
L’acero perde una moltitudine
di foglie gialle come piccoli soli
strappate con violenza
dal gelido vento autunnale.
mi dispiace vederti triste e spoglio
come un mare senz’acqua.
In primavera ritornerai
con foglie nuove
e in estate con una montagna
di foglie verdi e belle.
Roberto Scalice 5 C (ins. Dorigo)
L’acero campestre
L’acero immobile e solitario, nel nostro giardino
sta pian piano perdendo le sue variopinte foglie,
che ora planano in terra come un aeroplano di carta.
L’esile fusto, che sostiene la folta chioma,
ha un carico sempre più leggero, come una madre
alla vista del suo bambino che muove i primi passi.
E’ un amico speciale che si distingue ma non si isola,
che ti regala la vista della luna e
di un cielo scuro, ma rassicurante come l’affetto dei tuoi cari.
Giorgio Dote 5 C (ins. Dorigo)
O acero
Tu che ti muovi col vento
con le tue foglie variopinte,
tu che invidi gli altri alberi
ascoltami!
Con le tue foglie bellissime
sembri il PARADISO D’AUTUNNO,
le tue foglie rosse sembrano
un cuore colmo d’amore
le foglie gialle rappresentano il
colore del sole
cresci bene acero cresci bene!
Mattia Ricci 5 C (ins. Dorigo)
L’acero campestre
O acero campestre,
tu che ti trovi nel nostro giardino,
sei triste qua da solo
in questo paesaggio autunnale?
Al vento gelido tu ti muovi
e lasci cadere le tue foglie gialle
come monete d’oro sul mio scialle.
La tua chioma deformata
é come una pancia arrotondata
di un signore baffuto
di rosso scuro vestito.
Le tue foglie palmate
sembrano quasi disegnate
con pennarelli e acquerelli
e i color son ancor più belli.
I tuoi rami lunghi
vanno verso quella luce
luminosa e accecante.
In primavera: fiorellini nei grappoletti
si tengono stretti stretti
e come tanti fratellini
restan sempre tutti uniti.
I tuoi semi con le ali
volan giù tutti lontani
a cercare un posticino
dove crescere e morire.
Veronica Zanellato 5 C (ins. Dorigo)