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| 08/02/2010 |
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| Sergio Andreatta, Varata la riforma della Scuola Superiore italiana |
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| Varata la riforma della Scuola Superiore italiana |
| Pareri opposti tra maggioranza e opposizione. E benchè nella logica dei tagli di risorse comunque un tentativo, forse pure tardivo, di recupero della serietà. |
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| sabato 06 febbraio 2010 |
| Da: www.andreatta.it |
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| Mariastella Gelmini. |
Scuola e società: Mancano decreti attuativi e regolamenti ma le famiglie italiane devono decidere entro la fine di marzo dove iscrivere i loro figli se ai licei o agli istituti tecnici e professionali.
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Si comincerà dal prossimo anno scolastico dalle sole classi prime. La Scuola Superiore italiana cristallizzata, per qualcuno anche sclerotizzatasi, nella riforma Gentile dal 1923 (con aggiunte nel 1929 allorché venne introdotto il Liceo scientifico e ulteriore qualificazione nel 1939 con la riforma del ministro Bottai cui va il merito di una significativa razionalizzazione della media inferiore) sembra ora destinata a voltare pagina. Ci avevano provato in tanti prima, ministri di buona volontà, senza mai riuscirci. Dagli anni cinquanta in poi le vere significative riforme sono state, a mio avviso di psicopedagogista e dirigente scolastico, quella della scuola media che con la sua unica offerta formativa del 1962 avrebbe permesso la risoluzione dello iato delle due culture (chiusura degli avviamenti) e ancora la L. n. 444 del 1968 che avrebbe provveduto ad istituire, cominciando poi a generalizzarla sul territorio, la scuola materna statale. Più di quanto non si creda quest'ultima legge, a parer mio, ha favorito l'autonomia lavorativa e l'indipendenza economica delle donne italiane che potevano così entrare per la prima volta in massa nelle fabbriche come operaie e negli uffici per gli impieghi. In pieno boom industriale con la L. 24.09.1971, n. 820 veniva istituito il tempo pieno nella scuola elementare, o meglio la scuola integrata a T.P. Un'operazione significativa anche dal punto di vista dell'assistenza familiare ma che soltanto con il combinarsi di alcune situazioni favorevoli - attenzioni devolute dalle Amministrazioni locali - poteva produrre eccellenti risultati. E questo detto per esperienza diretta da me, Sergio Andreatta, che sono stato insegnante nella S.I. a T.P. di Aprilia (II Circolo didattico), la prima della Provincia di Latina, su cui ho anche pubblicato (in ECONOMIA PONTINA) un saggio nel 1978. Nel 1990, infine la L. n. 148 riformava, non soltanto nei vecchi Programmi del 1955, la scuola elementare introducendo gli ambiti disciplinari e, al posto dell'insegnante unico, i moduli con tre insegnanti per due classi. Si apriva una grande stagione di qualità pedagogica e di ricerca-azione didattica che traguardava questo nostro ordine di scuola verso i primi posti delle classifica O.C.S.E.... La L. n.104/'92 razionalizzava la provvidenza del sostegno per gli alunni diversamente abili prevedendo come base di partenza l'acquisizione di una "diagnosi funzionale" rilasciata dalla ASL... Ora le novità riguarderanno, invece, i licei, e gli istituti tecnici e professionali, con una revisione dei quadri orari (meno ore settimanali ma tutte di 60′), un rafforzamento dell'insegnamento di matematica e scienze, la quasi scomparsa (purtroppo in un mondo che si va estendendo per tutti) della geografia e, soprattutto, un deciso sfoltimento degli indirizzi. E quest'ultimo punto mi sembra, francamente, un punto molto promettente e positivo a vantaggio dei core curricula. Nei decenni passati tutto un pullulare di sperimentazioni (razionalizzate un pò, ma non troppo, dall'art. 278 del D.Lvo n. 297/'94), anche a casaccio pur di lusingare l'aumento delle iscrizioni nel proprio istituto, aveva finito col creare confusione nei genitori al momento delle scelte, causando poi in retroazione infinite amarezze negli studenti per le molte aspettative disattese. Questa riforma prevede ora il necessario sfoltimento degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6, passando dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti; gli istituti tecnici da 10 con 39 indirizzi si ridurranno a 2 con 11 indirizzi e lo stesso gli istituti professionali che da 5 corsi e 27 indirizzi passeranno a 2 corsi e 6 indirizzi. Una decisa volontà di semplificazione, quindi, che dovrebbe andare a tutto vantaggio, speriamo, della robustezza dei nuovi piani di studio. Non è creando infinite e inverificate possibilità di scelta, infatti, che si disegna necessariamente una scuola migliore. Troppe (cosiddette) sperimentazioni, troppi progetti mai controllati e mai monitorati, mai obiettivamente valutati per il loro effettivo valore sono stati causa di verticali cadute della qualità del Piano dell'Offerta Formativa (P.O.F.). Per una legge fisica il semplice è più trasparente e verificabile del complesso. Brocca si è speso bene per i suoi tempi ma se alla lunga non si è andati poi a verificare e non si è dato seguito a indipendenti e attendibili procedure di valutazione sulle ipotesi programmate, si è finito col minare la credibilità stessa della scuola e col gettare al vento anche notevoli risorse che potevano essere sicuramente meglio indirizzate e che, invece, sono state dirottate unicamente all'ampliamento quantitativo dei posti necessari alla copertura delle nuove artificiali esigenze pure andando a provocare, come conseguenza, sacche di ulteriore precariato. Certo qualcosa di buono, tra lo sperimentale e l'innovativo, si poteva anche salvare. In un cahiers des doléances si potrebbero registrare molte critiche, anche nei confronti degli stessi sindacati spesso in patti spartitori con molti governi. Ma a testimoniare il declino della Scuola Superiore italiana basterebbe citare, per farla breve, la collocazione in graduatoria OCSE-PISA, costantemente penosa, della stessa: mai inclusa prima del 23° posto in classifica (dal 2008 al 36° con dimostrate lacune di apprendimento significativo in matematica e nella lingua madre). Quindi si avvia ora, quasi a chiudere le porte della stalla a buoi ormai fuggiti, un tentativo di semplificazione e di forte recupero della qualità. Ci si riuscirà? L'opposizione ha attaccato duramente il governo, con Bersani e Fioroni già fautore come ministro della pubblica istruzione di alcuni innovativi e significativi provvedimenti (innalzamento dell'obbligo scolastico a 16 anni, ora riposizionato a 15, e nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo), imputandogli una politica di tagli più che di scelte strategiche coraggiose. Ma è nell'interesse di tutti che, senza pregiudiziali di parte, qualcosa si muova perché così non si poteva più realisticamente andare avanti. Staremo, comunque, a vedere perché altri nodi di sicuro potrebbero emergere, da quello della riduzione degli organici del personale docente e ATA, a quello sostanziale del taglio delle già precarie risorse destinate dal Governo alle istituzioni scolastiche. Povertà da tagli ben sperimentate, in questi giorni sulla loro pelle, da tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado del Paese alle prese con la quadratura dei bilanci preventivi, dove dirigenti scolastici e direttori amministrativi non riescono ad elaborare e a far approvare dai Consigli, a livelli di minima autosufficienza economica, il loro Programma annuale finanziario 2010, tecnicamente anche a causa dell'avara ed oscura nota ministeriale 9537 del 14 dicembre scorso ma soprattutto per le critiche alla politica della lesina del Governo. Il presidente del Consiglio Berlusconi, al termine della riunione di Governo di giovedì, non ha tradito naturalmente la sua soddisfazione quando, dopo aver ricordato che " la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro" ha promesso che "con queste riforme dal prossimo anno scolastico avremo delle scuole che possono essere comparate a quelle degli altri paesi europei". Tutti e di ogni parte politica concretamente se lo augurano, magari rinunciando anche un pò alla critica esasperata e diversamente potendosi impegnare ognuno nella costruzione (pars construens) del miglioramento. In questi decenni si sono realizzate nel sistema-scuola italiano pure tante cose buone, tante esperienze di ricerca-azione che sono potute diventare patrimonio condiviso. Specie in quelle scuole elementari e dell'infanzia che tutti nel mondo ci invidiano (un po' meno ora col maestro unico o prevalente nella primaria imposto dalla L. 28.03.2003 n. 53 - la cosidetta riforma Moratti - e norme confermative seguenti)."La riforma dell'istruzione tecnica per la prima volta colloca questo segmento di istruzione non in serie B" ha per un verso sottolineato, dopo i generali toni trionfalistici (di "riforma epocale") il giovane ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Ma non so se il solo riordino, la semplificazione, lo sfoltimento degli indirizzi basteranno di per sé a portare il miglioramento voluto. Sarebbero necessarie soprattutto nuove risorse e premialità consistenti per la valutazione dei meriti, al personale più appassionato, impegnato e competente. Diamo ai docenti migliori ciò che è migliore, uno stipendio più consono alle loro prestazioni, decretando la morte del non-senso, del principio di generalità. Diamo però anche agli studenti, in una società che non può che essere nelle sue multiculturalità inclusiva, un'effettiva condizione per l'esercizio delle pari opportunità, una buona chance contro la dispersione scolastica. Sulla valutazione del merito e la distinzione dei ruoli, invece, si sono commessi errori un po' da tutte le parti. Penso ad es. alla L. 469 che nel 1978, sulla base del principio di "tutti marescialli" alias "tutte maestre anche le assistenti" voluto dai sindacati, andò ad abolire una figura essenziale per il buon funzionamento della scuola materna, quella di un'assistente ogni due sezioni. Pensate voi a quanto poteva essere utile questa aggiuntiva figura di collaboratrice subordinata per il migliore funzionamento di sezioni composte da 28 piccoli alunni e ora anche da bambini, a seguito degli anticipi, di soli 2 anni e mezzo di età. © - Sergio Andreatta, psicopedagogista e dirigente scolastico decano dell'USR per il Lazio.
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di: Sergio Andreatta |
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| 06/02/2010 |
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| Open Day: Incontri informativi per i Genitori dei nuovi iscritti |
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Gli Incontri che sono stati, anche quest'anno, programmati non sono finalizzati tanto ad incrementare il numero degli iscritti nella Scuola dell'infanzia e Primaria del IV Circolo di Latina (già di per sè numerosi come ogni anno), quanto a fornire ai Genitori interessati ogni ulteriore e opportuna informazione sull'organizzazione e sul POF. Già nella prima fase dell'iscrizione hanno operato per la comunicazione, oltre alle addette di Segreteria, l'ins. Bracciali e, a turno per l'infanzia, un'insegnante aggiunta. Molte notizie sull'offerta formativa, sulla didattica, sull'accoglienza e sull'impostazione organizzativa si possono anche assumere, comodamente da casa, navigando in questo stesso sito curato direttamente dal dirigente scolastico prof. Sergio Andreatta cui possono essere perfino rivolte mail all'indirizzo: carodirettore@quartocircolo.it (alla Segreteria: info@quartocircolo.it ) certi di riscontro. Gli Open Day avranno luogo il 15 febbraio (lunedì, unico Incontro) dalle 17 in Aula Pacis della Scuola C. Goldoni di Via Sezze 25 per la Scuola Primaria; il 19 febbraio dalle 17,00 in contemporanea nelle due sedi (due Incontri indipendenti) di Via Sezze 25 (Aula Pacis) per gli iscritti alla Scuole "Giovanni Paolo II" e alla "Città di Latina" di Borgo San Michele, mentre gli iscritti alla "C. Collodi" si incontreranno separatamente nella sede di Borgo Isonzo. La pedagogia del Collegio dei Docenti ha sempre considerato il contesto familiare, pur nella sua diversità, come il più influente per lo sviluppo dei bambini, come portatore di risorse che possono essere poi valorizzate nei processi educativi, un patrimonio culturale tale da promuovere una solida rete di scambi e di responsabilità comuni (Patto di corresponsabilità educativa). |
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| 29/01/2010 |
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| Attenti ai Baby Vigili di Borgo San Michele |
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| venerdì 29 gennaio 2010 |
| Attenti ai Baby Vigili di Borgo San Michele |
| Educazione stradale: iniziato il II anno di Corso. |
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| Latina, Borgo San Michele, Anteprima del Corso "Baby Vigili" |
Scuola e società: da: www.andreatta.it
Dopo la Presentazione con tante Autorità in rappresentanza dei vari Enti patrocinanti, una docente dell'ACI di Latina ha dato il via alle lezioni. Al termine del percorso didattico promosso dall'Associazione "Villaggio Capograssa" previsti tanti premi.
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Il 27 gennaio sono iniziati i Corsi per Baby Vigili nella Scuola Statale Primaria "G. Mazzini" di Borgo San Michele. Nei giorni precedenti è avvenuta l'anteprima di presentazione della II Annualità del Corso per ragazzi della scuola primaria e media del Borgo. A promuoverlo è ancora l'Associazione Culturale "Villaggio Capograssa" di Maurizio Marcato (presidente) e Carlo Genovesi (segretario). Dopo il grande successo riscosso nella precedente edizione del 2009, si rendeva sicuramente necessaria la replica di quest'anno. Per 30 ragazzi, dagli 8 ai 12 anni del Borgo, ecco offerte tante occasioni per imparare buone pratiche di educazione stradale durante le 20 ore (10 incontri) che si svolgeranno, due giorni alla settimana nella Scuola Mazzini del IV Circolo didattico "Carlo Goldoni"di Latina diretto dal prof. Sergio Andreatta che ha assicurato il suo patrocinio e la più ampia collaborazione attraverso la coordinatrice di plesso ins.te Luciana D'Incertopadre. "Qualsiasi progetto basato sul rispetto delle regole della convivenza civile - ha detto il dott. Sergio Andreatta - è importante e meritorio oggi e anche - ha aggiunto - coerente con il nostro P.O.F. istituzionale "Per Regola e Progetto". Alla fine del percorso condotto da docenti dell'ACI di Latina per i bambini ci sarà la soddisfazione morale del conseguimento dell'attestato (credito formativo per le competenze in educazione stradale raggiunte) oltre l'opportunità di vedersi consegnati gadgets, di indossare cappello e divisa e di poter maneggiare la paletta da... vigile. Un'emozione davvero forte, quindi, ed un successo ancora una volta pronosticabile per la promotrice Associazione culturale. Un progetto, sponsorizzato dalla Regione Lazio, dalle Amministrazioni Provinciale e Comunale, in collaborazione con l'ACI, la Stradale, la Polizia municipale e la Prefettura di Latina. All'anteprima erano presenti numerose Autorità (foto 1, 2, 3 in www.andreatta.it) in rappresentanza dei vari Enti tra cui il vice prefetto dott. Maurano e l'on. Giovanbattista (Titta) Giorgi presidente dell'ASTRAL. Ha brillantemente presentato la manifestazione il giornalista e scrittore Paolo Iannuccelli.
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di: Sergio Andreatta |
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