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15/01/2007
   
Presepi
 

Presepe 2005
Realizzato dai piccoli degenti dell’Area Pediatrica nell’anno 2005 attraverso l’utilizzo della creta che dopo essere stata asciugata è stata decorata con tempere normali e metallizzate.

Presepe 2006
“Natività” realizzata dai piccoli degenti dell’Area Pediatrica e dai loro genitori nell’anno 2006 attraverso l’utilizzo della tecnica della cartapesta.
(Per il viso del Bambinello è stato utilizzato il bambolotto di Aurora, una piccola degente).

(Foto e didascalie a cura di Daniela Neroni)


   
15/01/2007
   
I bambini raccontano...
 
Posso giocare con altri bambini

Cari bambini dell’ospedale,
voglio dirvi che in questo Ospedale io mi sento bene perché posso giocare con altri bimbi e c’è anche una Scuola dove si gioca e si fanno tante cose e spero che vi sentite anche voi contenti.
Cristina, 10 anni

Due notti

Mercoledì 8 Novembre 2006 è stato l’inizio di una lunga settimana: sono stata ricoverata per la salmonella, per aver mangiato delle uova fresche, ma la settimana, a parte questo, è stata strana, quasi spaventosa. Appena ricoverata sono stata messa in isolamento per paura che potessi infettare gli altri bambini, ma voglio raccontarvi subito la parte principale del racconto. La sera prima di dormire trascuravamo il particolare di abbassare la serranda per cui durante la notte la luce della luna si proiettava sul muro. Per le prime cinque notti non ci sono stati problemi ma le due rimanenti non sono state affatto tranquille. Nel dormire ho una preferenza che è quella di stare sul fianco rivolta verso il muro. Una notte non riuscivo a prendere sonno così rimasi sveglia in silenzio nel mio letto. Fissando la proiezione sul muro cominciai a vedere delle sagome non definite che si muovevano. Inizialmente pensai a dei rami scossi dal vento ma la mattina notai che gli alberi erano troppo lontani per poter far apparire quelle immagini. La seconda notte cominciai nuovamente a fissare la luce della luna e vidi di nuovo delle sagome accompagnate da un rumore che non riuscivo a capire. Avrei voluto girarmi per guardare fuori dalla finestra ma..come si dice la paura fa 90. Così lasciai scorrere anche quella notte. La mattina mi affacciai alla finestra e guardai bene. Ecco il mistero era stato svelato! Sul bordo della finestra………..ops scusate, sono stata dimessa , sono arrivati i miei, torno a casa.
Ciao, ciao.

(Testo autobiografico-fantastico di Sara, 13 anni, raccolto dalla ins.te della Scuola in Ospedale Daniela Neroni)

   
22/11/2006
   
Perchč la AUSL Latina non vuole pił la Scuola in Ospedale?
 

Nell'ambito del Convegno di Genova (22-24 nov.) che riunisce il Network delle Scuole in Ospedale d'Italia consegnata, questa mattina, nelle mani dello stesso Ministro una lettera di rammarico.

Gent.mo Ministro della Pubblica Istruzione On.le Giuseppe Fioroni (SPM),

Sono una delle due Insegnanti, a tempo indeterminato, della scuola dell'infanzia "Scuola in Ospedale S.Maria Goretti" di Latina (LTAA004045).

Mi chiamo Daniela Neroni e dipendo dal IV Circolo didattico di Latina (LTEE004006) fautore del "Progetto sociopsicopedagogico di aiuto al bambino degente e a supporto al genitore" fin dal 1994. So quanto Le stia a cuore, Signor Ministro, la questione dei piccoli degenti e per tale motivo le rubo qualche minuto del suo tempo per esprimerLe un mio rammarico... benchè, malgrado tutto, io... IO CONTINUI ANCORA A CREDERCI! ......

Sì, ancora credo nel valore di questa Scuola in Ospedale, dove mi sono trasferita nel 2003, nonostante tutte le avversità di questi 4 anni. Io credevo che dopo un precedente tentativo di chiusura operato dalla Direzione Generale della ASL di Latina, tentativo contrastato da un grande movimento di solidarietà che ha scosso tutta la città dal popolo ai suoi parlamentari, dalla scuola ai mass media, io credevo che ogni tentativo di farla chiudere o di trasformarla "ad usum delphini" fosse definitivamente scongiurato e che si potesse finalmente continuare ad operare con la necessaria tranquillità nell'interesse esclusivo dei piccoli ospedalizzati e delle loro famiglie.

Il nostro significativo progetto di solidarietà è ormai parte della storia dell'ospedale e della stessa città pontina, è stato presentato dal dirigente scolastico Sergio Andreatta in Convegni nazionali e in altri organizzati dall'USR del Lazio, è rientrato nella letteratura di settore (P.Trotta, Quando a scuola si va in pigiama, FrancoAngeli Editore, Milano, 2003) e gode permanentemente di buona stampa per cui non pensavamo a reiterati nuovi tentativi di sbolognarlo dall'Area Pediatrica per far posto ad altra Associazione che pure è tutt'altra cosa rispetto alla scuola e alle sue finalità istituzionali.

Malgrado l'interistituzionalità già presente nel DNA del progetto originario (nov.1992) e da noi sempre valorizzata con la stessa A.Ge., con i Cavalieri di Malta (che abbiamo in passato anche formato all'intervento in corsia con le nostre insegnanti-psicologhe), con ludotecari, con altre scuole in rete, perché la presenza della scuola viene ancora ritenuta superflua da alcuni esponenti della Direzione Generale AUSL, di ieri ma sembra anche di oggi, fino al punto di volerle togliere la valenza psicopedagogica del rapporto diretto con i bambini?

Perchè volerle attribuire unilateralmente compiti non previsti contrattualmente dalla funzione docente, per trasformare le sue insegnanti in formatrici soltanto di altri adulti (volontari, infermieri, ecc...)? L'affidarci unilateralmente questi compiti accademici, in barba ad un Protocollo d'intesa Interministeriale (Istruzione, Sanità, Affari Sociali) e a quello tra AUSL e Direzione Didattica del IV Circolo di Latina che la stessa da oltre due anni tenta, invano, di far sottoscrivere, non ci esalta più di tanto, al contrario ci deprime perché vorrebbe sottrarci il target di quei bambini ammalati come destinatari essenziali del nostro aiuto di "scuola fuori della scuola".

Ebbene sì, è proprio questo che si vorrebbe far accadere nell'Area pediatrica dell'Ospedale civile "S.M.Goretti" di Latina ad opera dell'AUSL LT/3 a favore esclusivo dell'Associazione che realizza il Progetto Andrea (tra l'altro pure co-fondato dal IV Circolo nel 1995), dei suoi volontari e del servizio civile dalla stessa introdotto.

Pensavo che la Scuola in Ospedale potesse essere considerata un DONO (a zero spese per l'AUSL, visto che da questa Azienda noi Insegnanti non riceviamo nessun beneficio: né vitto per chi effettua il turno pomeridiano né controlli sanitari preventivi, per cui ipoteticamente potremmo essere portatrici di malattie infettive ecc..) ....invece, ora, quasi si insinua il concetto, dopo ben tredici anni di apprezzato intervento, che noi della Scuola siamo solo... un PESO.

Ho voluto farLe conoscere, Signor Ministro Fioroni, in quale realtà lavoriamo perché al di là dei progetti, per noi, futuristici sulle nuove tecnologie che pure ci vedono oggi qui impegnati al Convegno di Genova, ci si scontra quotidianamente con realtà di contesto e di organizzazione esterna assai difficili nelle quali può diventare problematico, perfino, fare progetti anche a breve termine.

Chiedo scusa per lo sfogo personale ma credo che sia necessario conoscere la realtà in cui vive e opera una delle Scuole in ospedale di provincia, parte del network nazionale, pure ovunque tanto apprezzata.

Per ulteriori informazioni il nostro dirigente scolastico, dr. Sergio Andreatta, è a Sua disposizione o, intanto, può visitare il nostro sito web scolastico:www.quartocircolo.it.

Con speranza, colgo l'occasione di porgerle i miei più cordiali saluti,


Ins.te Daniela Neroni
Scuola in Ospedale S.Maria Goretti di Latina
IV Circolo didattico di Latina