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Tutt’intorno alla città senza mura, quasi a sua corona, sorgono numerosi Borghi per lo più nati nello stesso periodo. La “popolazione sparsa” nei poderi con case coloniche e stalle dell’agro pontino, secondo lo spirito della legge per la Bonifica integrale (L.24 dic.1928) doveva trovare i servizi elementari nei suoi borghi: chiesa,scuola,consorzio agrario,azienda O.N.C., ufficio postale, dispensa, dopolavoro. Alcuni di questi  Borghi,centri di servizio e nucleo di attrazione dei coloni,  conservano significative tracce di vite preesistenti ed eredità secolari più di quanto non si possa superficialmente immaginare ma, a seguito di una delibera del podestà di Littoria Valentino Orsolini Cancelli,vanno ad  assumere nel 1933 i nomi della rievocazione di un mito collettivo, adottando ognuno il  nome delle epiche battaglie della grande guerra (1915-18). Ora l’immagine del paesaggio disboscato da selve e macchie grandi cede a quella dell’ordinato reticolo dei poderi lungo le strade migliare, poi successivamente, intorno agli anni ’60, a quella moderna industriale lungo i principali assi viari (SS.148,156,Appia) resa possibile dagli incentivi della Casmez e, quindi, quella dell’atomizzazione delle riscattate unità poderali che lasciano spazio, a causa dell’incremento demografico e del bisogno di case per i nuovi nuclei familiari, all’insediamento edilizio spontaneo e, infine, l’immagine delle forme gravi di un aggressivo abusivismo e della speculazione lungo le coste demaniali e fin dentro il cuore dello stesso  Parco Nazionale del Circeo.

 

Le Ferriere sull’Astura ove, oltre la grande ferriera, si trovano i  riscoperti ed importanti resti archeologici dell’antica Satricum, come allora ( tempi della Mater Matuta (VIII sec.a.C.) e di Marte con significativi resti al Museo di Villa Giulia a Roma ) oggi luogo sacro, meta di continui pellegrinaggi religiosi verso la casa del martirio (1902) della santa adolescente Maria Goretti (1950) le cui spoglie mortali sono esposte nel vicino santuario di Nettuno). Alcune pagine di Aurora di Stanislao Nievo hanno come ambientazione questi luoghi. Pregiati e rinomati i vini del Giglio ( cantina del dr.Santarelli);

Borgo Montello ( già Conca, Castrum Concharum, nella Selva di Cisterna (Cisterna Neronis) attivo centro dalla storia antichissima. Un suggestivo arco introduce ad un  impianto urbanistico bassomedioevale su un acrocoro di tufo, luogo ove i briganti per concessione lateranense poterono reclamare  il diritto di  asilo fino al 1680 quando venne revocato a seguito di un delitto), luogo di prigioni pontificie. Nel piccolo camposanto, anche descritto da Stanislao Nievo e dal poeta Sergio Andreatta, riposano epigoni del lavoro in terra di palude, tra cui il padre di Maria Goretti ed Augusto Imperiali il vincitore del rodeo con Buffalo Bill, e i primi pionieri della bonifica. Il “ Montello live Festival ” è la manifestazione musicale estiva più importante del pontino per i cantanti di gran nome che richiama e il crescente afflusso di spettatori;

Borgo Bainsizza ( già rintracciabile per il colore delle sue terre come Piano Rosso, m.31 s.l.m., nelle seicentesche mappe dei Caetani di Sermoneta tra i cerreti e gli scopeti della Macchiagrande con preistoriche tracce e reperti  neolitici villanoviani verso i corsi della Femmina Morta (Via Valloncello) e dell’Astura ( Via Monfalcone ove la morfologia del suolo, verso la Valle d’oro, suggerisce la preesistenza di antichi e scomparsi insediamenti volsci e, forse, romani e altomedioevali con i pochi ruderi superstiti di un monastero).  Nei giorni immediatamente successivi allo sbarco di Anzio, che nella notte tra il 21-22 .01.1944  interessò in realtà tutte le spiagge più a sud di Nettuno fino a Torre Astura e allo sbocco a mare del Canale Mussolini, ( quando Churchill ebbe a dire  che su quella testa di ponte “la balena si era arenata”), la cucina del Podere dell’O.N.C.n.769, sulla strada dello Scopeto, divenne per un certo periodo la sede provvisoria del Comando generale delle operazioni alleate su quel teatro di guerra. Nel piccolo centro rurale (visita alla prima Cantina sociale pontina di “ S.Maria-Terre di Astura”, di cui vale la pena di assaggiare almeno il pregiato Grigio di Astura, e, concordando, alle importanti serre floro-vivaistiche della Selecta Italia ) è da programmare una breve sosta  per una visita artistica alla Chiesetta di mattoni rossi e travertini di S.Francesco d’Assisi, opera di Oriolo Frezzotti, impreziosita a cura del prof. Sergio Andreatta, curatore e ispiratore del 60° della fondazione (1993-94) da un ciclo di dipinti (“Il cantico delle creature in terra pontina”, Morte di S.Maria Goretti, una Madonna ), da una plastica Via Crucis e da una lunetta con S.Francesco benedicente sul frontale (donazione Sergio Andreatta), tutte opere del noto pittore rumeno  Valentin Timòfte ). Lungo Via Monfalcone n.19, in un ex podere limitrofo al sito della discarica controllata di bacino, sorge il centro interculturale “ Al Karama - La dignità “ (0773.643620), centro di formazione, servizio e accoglienza per gli extracomunitari a cura della CGIL;

Borgo S.Maria ( già noto con il curioso e ormai perso onomatopeico di Gnif Gnaf che varrebbe la pena di ripristinare per la sua unicità, posto sugli argini del Canale Mussolini o delle Acque Alte. Qui  nel 1937 il famoso paleontologo Alberto Carlo Blanc ( poi scopritore del cranio perforato di un “homo sapiens” nella grotta Guattari del Circeo), studiando la stratigrafia del profondo alveo, poté rendersi conto e documentare  il clima e l’habitat nei passaggi tra le varie ere geologiche);

Borgo Sabotino – Foce Verde, anche interessante centro per vacanze marine, ( già Passo Genovese o dei Genovesi, nei secoli luogo di traffici e di carico di legnami forestali e di approdo di merci per la capitale del ducato, Sermoneta, e l’interno della Provincia pontificia della Marittima, verso le Ferriere di Conca ) con il “ procoio” del ‘700, tipica costruzione circolare adibita a dimora di bufale e a laboratorio caseario, ora opportunamente restaurato e adibito a centro socioculturale. Più verso il mare la Torre costiera di avvistamento di Foceverde che con altre ( Fogliano, Paola) punteggiava la costa facendo parte di un sistema di difesa contro le navi dei  potenziali invasori, dai saraceni ai pirati;

Borgo Piave, pulsante centro artigianale, ( già Passo Barabino, incrocio di vari passi e passaggi ), nei pressi è “ Miami beach ” grande centro attrezzato per i divertimenti acquatici, vicino è anche la sede dell’Ist.Agrario “ S.Benedetto”;

Borgo Podgora ( già Villaggio Sessano, primo cantiere operaio prebonifica.Visitare nell’attivo centro il piccolo museo);

Borgo Carso ( già località La Botte, con nei pressi i resti di un qualche interesse di un’antica domus culta, villa agraria romana ;

Casal delle Palme con gli ormai spettrali ruderi di quella che all’inizio del novecento fu la prima scuoletta di alfabetizzazione, ideata per i figli dei cafoni dagli illuminati progressisti Giovanni Cena, Sibilla  Aleramo, Alessandro Marcucci, Duilio Cambellotti che la affrescò  ed altri );

Latina Scalo ( già Villaggio Cupido ) sulla linea Roma-Napoli-Reggio Calabria è la stazione ferroviaria di Latina (apprezzabile opera architettonica di Angelo Mazzoni,1934), a 9 Km. dal capoluogo cui è ben collegata dai servizi pubblici e di taxi. Dista 30’ dalla stazione Termini. Frazione popolosa e a rapido sviluppo urbanistico, zona industriale e asse attrezzato, nuovo Intermodale, per trasporto merci su strada e rotaia;

Tor Tre Ponti ( visitare la Chiesa di S.Paolo voluta dai papi Pio VI e Pio IX ) storico luogo dell’incontro, secondo gli Atti degli Apostoli (Lc.28,14-15), tra l’imprigionato Paolo di Tarso e i primi cristiani di Roma venutigli incontro per riceverlo e rincuorarlo (“…partimmo quindi alla volta di Roma. I fratelli di là avendo avuto notizie di noi,ci vennero incontro fino al Foro Appio e alle Tre Taverne” (Cisterna);

Borgo Fàiti sulle acque del piccolo fiume Cavata  e del canale Linea Pio voluto da papa Pio VI Braschi nel 1777-78 per raccogliere le acque dei fossi miliari ( già antico Foro Appio, Forum Appii importante stazione di posta-cambio dei cavalli e ristoro sull’Appia “regina viarum” ( tracciata nel 312 a.C. per collegare Roma con Capua, le province meridionali  e  il porto di Brindisi ) per cui abbiamo ritenuto di documentare il nostro interesse storico intestando, a seguito della riscoperta di un’antica lapide di “ situazione” da parte di mons.Giuseppe Marchetti, l’edificio della  scuola elementare, anche dotato di grande palestra, al console Appio Claudio cui si deve la fortuna antica e la prima notorietà del sito );

Casal Traiano ( palazzo padronale dell’arch. Valladier di fine settecento ) e la vicina Mesa ( tomba romana detta di Clesippo e antica posta );

Borgo S. Michele ( già Villaggio operaio di Capograssa), interessante l’architettura della Chiesa parrocchiale e delle scuole, nei cui pressi operano  note industrie farmaceutiche ed alimentari multinazionali e da poco si è sviluppato un originale centro di attrattiva turistica e musei “Piana delle Orme”;

Borgo Grappa (già Casal dei Pini, verso la foce di Rio Martino e in altri siti limitrofi oggetto di insistite campagne di studio e di ricerca da parte di archeologi delle Università olandesi ( già ospiti delle scuole del IV Circolo didattico di Latina) che vi hanno rinvenuto  abbondanti reperti archeologici del periodo volsco, etrusco e romano (forse risalenti a Clostra o Claustra). Nasce come nucleo di servizio all’opera idraulica e successivamente come nucleo di servizio ai coloni per lo più di origini trevigiane come lo stesso nome in ricordo del baluardo “ Monte Grappa, tu sei la mia patria…”. Di un qualche pregio le restaurate Torre, Chiesa  dell’arch.Tirelli, Scuole dell’arch.De Angelis conservano bene il caratterizzante fascino del periodo di fondazione (1930). Verso ovest, di evocativa ed unica suggestione sullo sfondo di una secolare pineta, Torre Astura, sul luogo dell’omonima città romana lungo la Via Severiana ( 198-209 d.c. ad unire Ostia con Terracina) ove però già prima sorgevano diverse ville patrizie tra cui quella di Cicerone (“olim predium Ciceronis”) ed estese peschiere marine. La storia racconta della fuga di Cicerone da torre Astura nel tentativo di scampare alla morte che lo colse poi a Formia per mano dei sicari di Antonio. Nella fortificata Torre medioevale dei Frangipane ( potenti signori di un’ampia zona che andava da Terracina ad Astura, a Ninfa prima della sua compera da parte dei Caetani ai tempi di papa Bonifacio VIII), posta in mezzo ai flutti e collegata alla riva da un antico ponte, doveva naufragare la prima speranza, anche di Dante Alighieri nella Divina Commedia, di vedere unificata e  liberata l’Italia per mano di Corradino di Svevia. Questi transfuga ,dopo la battaglia persa di Tagliacozzo, fu tradito per convenienza dal signore Giovanni Frangipane e consegnato, lui e i suoi pochi seguaci, nelle mani dell’avversario Carlo d’Angiò, re di Napoli che lo fece sbrigativamente processare e condannare a morte per decapitazione il 29 ottobre 1268 nella piazza del Mercato. Molti poeti e letterati si sarebbero commossi, anche in seguito, per questo tragico evento tanto che la personalità di Corradino fu ben presto circondata da un alone di romanticismo. Nel retroterra , poco distante da Astura, sorge l’antico villaggio agrario di Acciarella, ancora oggi proprietà dei principi Borghese, che il Comune di Latina dovrebbe impegnarsi a salvaguardare integralmente.

Tra le località dei dintorni, sempre in ambito comunale, un visitatore anche frettoloso non può mancare di ammirare, venendo dal centro subito dopo Borgo Isonzo e l’incrocio con la Mediana, il primo dei quattro laghi salmastri, ora parte del Parco nazionale del Circeo ( itinerari naturalistici e birdwatching ), il lago di Fogliano ( Villa Caetani (1877) nel cui interno è, parte di un sarcofago romano, un’ iscrizione lapidea del III sec. dedicata al pontefice massimo Alfenio Ceione della domus imperiale, casino inglese, imbarcadero ) residuo  dell’antica laguna separata dal Tirreno da una  duna quaternaria ove sul punto più elevato,Colle Parìto, secondo il paleontologo Marcello Zei sorgeva un villaggio stanziale già nel neolitico. Tanti gli scorci struggenti e stupendamente romantici da Capo Portiere verso levante a Rio Martino  tra il lago di Fogliano e il Mar Tirreno ( ricalcando il tracciato dell’antica Via Severiana ), anche  ampiamente sfruttati dalla cinematografia ( Ben Hur,ecc.). Merita una veloce visita anche il moderno e confuso Lido di Latina, sulla litoranea da Capo Portiere con rotonda panoramica sul mare e alto faro stilizzato, ove la scoperta di una profonda sorgente salso-bromo-iodica a 64° di temperatura ha fatto ipotizzare agli amministratori locali la costruzione di un villaggio turistico con stabilimento termale (“Terme di Capo Portiere”) dirigendoci verso ponente a Foce Verde, 6,5 Km. di spiaggia con fine sabbia non moltissimo attrezzata, una piazza con fontana marmorea, un alto faro globulare, la foce del Canale delle Acque Alte, l’antica Torre quadrata di avvistamento posta nel XVI sec. a difesa dai barbareschi (oggi dentro un attrezzato campeggio), la grossa costruzione con caratteristica cupola e lungo pontile che s’inoltra nel mare dell’ex-Centrale Nucleare ormai spenta da decenni, poi ex-prototipo Cirene con idea di riconversione ( prof.Carlo Rubbia ) a laboratorio di fisica nucleare, a Valmontorio, spiaggia bellissima fino alla foce del fiume Astura dentro il Poligono militare, se non altro per un’impressione e considerazione su come il sito naturalistico (dune e spiagge), consistente patrimonio ambientale, che pure la Costituzione della Repubblica con l’art. 9 intende tutelare , siano stati in parte brutalmente e irrimediabilmente deturpati da una sprovveduta e selvaggia corsa alla cementificazione con le varie lottizzazioni abusive in zona demaniale e prossimale  che non si è arrestata agli anni ’60 e ‘70’.

Sergio Andreatta
Il Dirigente Scolastico